Tra Cervinia, Valtournenche, Cheneil e Champlève: un’estate trascorsa a dipingere con i pastelli a olio le passeggiate nei boschi e i paesaggi della Valle del Cervino, tra prati, cascate e creste delle Alpi valdostane.

Un’estate di sole caldo dalla mattina alla sera, poca pioggia e una vegetazione rigogliosa, che sembrava guardare con ottimismo alle promesse della bella stagione. È questa la cornice delle mie vacanze in Valle d’Aosta nell’estate del 2026, destinate a rimanere impresse, con ritmo quasi quotidiano, su piccoli fogli e dipinti.
Ogni pomeriggio partivo dalla baita con una meta in testa e un paesaggio che avrei voluto catturare. Armata di pastelli a olio, fogli e soprattutto di un certo appetito per le cose nuove, lasciavo andare i passi un po’ dove volevano, convinta che avrebbero trovato da soli la strada.
E alla fine, non si sa bene come, lo scorcio si apriva.
A volte la vallata si schiudeva improvvisamente su un picco mozzafiato; altre era una piccola cascata nascosta nel bosco a lasciarmi stregata. Il modo in cui i fiori si combinavano ai loro steli, l’andamento regolare dei pini, il pan di marmotta che spiccava verde brillante tra le pietre: tutti ingredienti essenziali per un piccolo capolavoro di veduta.





Tra Cervinia, Valtournenche, Cheneil e Champlève, le passeggiate diventavano così una continua ricerca di paesaggi da dipingere: scorci magari incontrati molte volte, ma capaci di cambiare completamente con una diversa luce, un’ombra sulle montagne o il colore improvviso di un prato.
Raggiunta la meta, con l’aria cristallina della montagna che solleticava i capelli, i pastelli cominciavano a comporre il dipinto. Prima i fiori brulicanti di farfalle, poi i prati e le erbe basse. A seguire il fondale alberato e, ancora più in là, le montagne, nelle loro mille increspature dai colori cangianti.

Una sorta di pittura en plein air molto personale, fatta meno di regole che di osservazione: fermarsi, guardare più attentamente ciò che si ha davanti e provare a trattenere sulla carta qualcosa di quella luce.
Così, giorno dopo giorno, si è composto il mio personale panorama di ricordi della Valle del Cervino: fatto di gioie semplici e di fatica ben ricompensata. Una passeggiata al sole, un pomeriggio trascorso a dipingere, un tramonto sulle vette.
È quanto di più bello si potrebbe desiderare.
