La Gatta Ittica

E la sua marmellata alle More di Rovo

illustrazione gatto e marmellata

Salve a tutti! Sono Ittica, l’inconfondibile Gatta nera dell’Ittica di San Feliciano.

… Non statevene lì tutti intimoriti; avvicinatevi! Non attraverserò la strada a nessuno, promesso! Comunque, non dovreste inquietarvi con inutili scaramanzie… io non sono un gatto nero come gli altri. Intanto sono una gatta, e, poi, sono una lavoratrice impiegata, con tanto di contratto a tempo indeterminato. Se portassi sfortuna, non mi avrebbero mai assunta…

Assunta dove, vi chiedete? All’Ittica di San Feliciano, ovviamente. Un attimo solo, e ci arrivo…

Come prima cosa, voglio parlarvi della mia marmellata di Bussolini preferita: quella di more di rovo. Come ben si vede dal barattolo, è la marmellata fatta apposta per un gatto nero come me. Nera ancor più della pece, e squisitamente saporita, con quella nota acidula che solletica il palato felino. Una goduria! 

Ancora di più, visto che le more di rovo sono i miei frutti preferiti, e che si trovano in abbondanza qui attorno alla riva del Trasimeno. 

Quando il sole caldo di agosto comincia a intrufolarsi tra i cespugli della campagna, questo va proprio alla ricerca di quei grumi di palline succose. Se a fine luglio i grappoli di more sono ancora tutti verdi e acerbi, tempo un paio di settimane, e sotto ogni foglia compaiono macchie violacee, scure quanto la mia pelliccia. Se vi capita di andare a raccogliere more  sulla strada che porta a Torricella, potreste facilmente trovarmi tutta intenta a leccarmi i baffi tra i rovi…

Per non farmele mancare mai a colazione, poi, ho deciso di accasarmi ai piedi di un enorme rovo di more. Ci ho messo qualche anno a scegliere la mia casetta; prima dormicchiavo qua e là, approfittando delle innumerevoli cucce che voi umani costruite a noi gatti. Oggi, però, se mi volete venire a trovare, dovete sgattaiolare oltre la parete che racchiude quell’antica villa abbandonata al limitare del paese. Riconoscerete la casa da tutti quei rametti pieni di more che spuntano da ogni fessura: il giardino, infatti, è così pullulante di frutti da essere lì lì per scoppiare…

In una stanza della vecchia villa in questione, abito io. Se suonate all’ora di merenda, vi faro fare un giro turistico, con tanto di pane e marmellata di more. Voi portate il pane (una filetta sciapa di Bussolini è l’ideale), e io provvederò alla marmellata.

A proposito, sono un’esperta nel fare la marmellata di more: me la invidiano in tutto il paese. Persino il Signor Sauro (il risaputo migliore amico del Babbo Antonello) quest’anno mi ha chiesto la ricetta! Prima o poi anche quella industriale si convertirà ai miei consigli…

Se non fossi troppo impegnata (e pigra), me la farei da me tutto l’anno; in mancanza di tempo per mettermi a cucinare, però, quella di Bussolini è valida sostituta.

Di more di rovo credo di aver detto ormai abbastanza, è ora di passare al pesce. Se ho sempre una zampetta allungata verso il barattolo della marmellata di more, l’altra avrà certo in mano un pesce. O sarà nel bel mezzo dell’apertura di una scatoletta di tonno.

Cominciamo dal tonno in scatola, rigorosamente reperito da Bussolini. È il classico piatto principale che ricorre nella dieta di ogni gatto di San Feliciano, almeno due volte la settimana. È il nostro istinto di gatti sanfelicianesi a richiederlo. 

La marca è sempre quella ormai da anni e anni: Mare Aperto, con un filo d’olio d’oliva se piace. Per i giorni light, c’è la versione al naturale fatta apposta. 

Segnatevi la marca, mi raccomando… così, se per caso vi venisse voglia di fare un regalo gradito a me (o a qualche altro mio compare), sapete quale scatoletta di tonno lasciare vicino alle nostre cucce.

Oltre a essere ghiotta di pesce, lavoro anche con il pesce. Come vi accennavo all’inizio, sono una gatta impiegata a tempo indeterminato come aiutante e testimonial dell’Ittica di San Feliciano. Il che vuol dire che collaboro con lo Zio Giona (lo zio della Risolartista, per chi non lo conoscesse), e con tutti i suoi colleghi dell’Ittica.

Cosa fa l’Ittica? Raccoglie, smista e rivende pesce di mare a un mucchio di negozi e ristoranti locali. Se vi trovate un merluzzo o un branzino nel piatto che vi è servito qui nei dintorni, è probabile che sia passato per le mie zampe (o per quelle dello Zio Giona). 

In pratica, il mio lavoro consiste nel sorvegliare che i camionisti che arrivano con i carichi di pesci da tutto il mondo (purtroppo merluzzi e branzini non vivono ancora nel Trasimeno…) depositino qui la merce giusta, e in orario! In più, da brava gatta testimonial, pubblicizzo l’azienda (che si chiama giusto come me) e il loro bel pesce tra i visitatori stranieri. Ci sono così tanti turisti in attesa di salpare a fare il giro del lago, che ho sempre l’imbarazzo della scelta nel decidere da chi farmi coccolare… 

Tra una carezza e l’altra, poi, il messaggio pubblicitario dell’Ittica ci scappa sempre.

Se l’Ittica di San Feliciano è il mio posto (e luogo di lavoro) preferito, ne ho anche un secondo preferito che non è da meno. Lì non sono ancora assunta con contratto (ma ci arriverò presto), però sono sempre ben accetta.

Si tratta della Cooperativa dei Pescatori del Trasimeno; ossia, del piccolo negozietto situato giusto accanto all’Ittica, in riva al lago.

Mentre lo Zio Giona e i suoi colleghi vendono solo “all’ingrosso” (come si dice in gergo), i pescatori della Cooperativa aprono le porte anche ai piccoli clienti “al dettaglio” come voi. 

Superate la porticina del negozio, e vi troverete davanti uno stuolo di pesciolini di lago appena pescati. La Signora Vanessa (o qualche altro suo compare) sarà più che lieta di servirvi…

Giusto di lei volevo parlarvi. È un po’ la mia seconda padrona, diciamo. Se lo Zio Giona è il mio dispensatore di pesce numero uno (il pesce di mare è una sua esclusiva), la Signora Vanessa viene subito dopo. 

Ogni volta che sono nei paraggi, non manca di passarmi qualche filettino di sottobanco. Pesce gatto soprattutto (il mio pesce lacustre preferito), ma anche tinca e latterini a volontà. In certi periodi dell’anno, la pesca è così abbondante, che qualche esemplare di troppo scappa sempre… e il mio palato felino non rifiuta!

Se la prendo in buona (e le faccio una mezz’oretta di fusa sotto il naso), arriva anche a darmi un assaggio del pregiatissimo pesce Persico Reale. Si tratta del “re pesce” del Trasimeno, rinomato in tutta la regione. Essendo così prelibato (e costoso), non me lo si può regalare tutti i giorni…

Bisogna, però, ammettere che io il pesce me lo guadagni anche dai pescatori della Cooperativa. Aiuto spesso a preparare il banchetto, o a rifornire gli scaffali di prodotti sott’olio mancanti. In più, non perdo l’occasione di far loro ottima pubblicità. Pensate che sono stata proprio io ad attrarre per la prima volta la Risolartista all’interno del loro negozietto…

Da allora, è diventata fedelissima cliente, nonché grande appassionata di pesce di lago. Per questo io e lei andiamo così d’accordo: siamo entrambe ghiotte di persici, tinche e, soprattutto, di pesce gatto! Sapendo bene quanto mi piaccia quest’ultima delizia, quando la va a comprare, se ne fa sempre lasciare un paio di filetti in un pacchettino a parte. Pacchettino che, non appena ha richiuso la porta dietro di sé, provvede a consegnare nelle zampe nere della sottoscritta…

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