La Risolartista

E il suo risolatte con Latte Fieno STG


Risolatte Latte Fieno Mila

La Risolartista, per definizione, fa colazione tutte le mattine con una ciotola di risolatte. 

Solo il risolatte, infatti, sa risvegliare il suo spirito pittoresco, e mettere. In moto la sua creatività.

Tuttavia, perché funzioni come si deve, occorrono gli ingredienti giusti. Ingredienti di altissima qualità, e dai colori allegri e vivaci. 

A cominciare dal latte.

Il risolatte, come suggerisce la parola, si fa prima di tutto con un po’ di riso… e latte!

Il risolatte della Risolartista, però, non è fatto di comune latte da supermercato. È fatto di Latte Fieno STG (Specialità Tradizionale Garantita, per chi non conoscesse la sigla). Il che vuol dire latte che viene solo da mucche nutrite con erbetta fresca e fiori di montagna. Mucche altoatesine, in aggiunta. In mancanza di questo, il risolatte non avrebbe lo stesso potere creativo…

Protagonista (dopo il latte e il riso) è la frutta. Frutta di stagione, che cambia a seconda dell’estro del momento, e dell’offerta degli amici contadini. L’importante, è che sia frutta fresca, dalle tinte adeguatamente ricche e pittoresche.

Poi, il cestino del risolatte (come è chiamato quel cestino che raccoglie tutti gli ingredienti tra cui scegliere) pullula di barattolini di vetro dall’esotico contenuto. Bacche di Goji, uvetta di Corinto, uvetta Sultanina, mango e banane essiccati. Senza dimenticare la cannella: la spezia essenziale per aromatizzare ogni miscuglio di riso e di latte.

Passiamo alle note dolci e zuccherine, dalle deliziose sfumature dorate. Miele d’acacia, miele millefiori, miele di castagno. Sono queste le varianti sinfoniche da cui poter “pescare” con il cucchiaino. Infine, per rimanere in tema apistico, non manca mai il polline. Polline in granelli, che viene rifornito (quasi) ogni venerdì, dal fedele apicoltore del Mercato.

Dopo questa colazione riccamente colorata, la Risolartista può finalmente mettersi all’opera (e continuare la sua presentazione…).

Con la mente (e la pancia) piena di risolatte e colori, la Risolartista è pronta ad affrontare qualsiasi tipo di giornata.

Ma che cosa può comprendere una sua “giornata tipo”? Domanda interessante. Pittoresca sarà la risposta.

La giornata tipo dell’artista cambia molto a seconda della stagione, e della “parte” che è chiamata a recitare. 

Quando deve fare la studentessa e aspirante businessman, ad esempio, la trovate immersa nei libri per almeno tutta la mattina. Libri di economia, di management, ma anche di arte e cultura: queste sono le materie di studio di quel suo strano (e pittoresco!) corso chiamato CLEACC. Nome che dice poco, me ne rendo conto. Volendolo tradurre in termini non bocconiani (l’università che frequenta è giusto giusto la famosa Bocconi), si parla di Economia e Management per Arte, Cultura e Comunicazione. Qualcosa di serio, insomma. Qualcosa che si spera possa servirle presto per portare nella realtà concreta di tutti i giorni quello che (per ora) dipinge solo sulla carta. Ci arriverà, non temete; occorre procedere con calma. Intanto, si diverte a scrivere e illustrare le sue idee, spargendo qua e là colori e pensieri come con questi racconti qui…

Quando, invece, la Risolartista può fare proprio la Risolartista, allora si dà alla pazza creatività. Il pennello (o la matitina per l’iPad) le fa compagnia fin dalle prime ore del mattino, alternato alla tastiera del suo Mac rosa pastello, o a qualche altro strumento d’arte. 

In quest’ultimo periodo, poi, fili trasparenti e perline compaiono sempre più spesso tra le sue manine… ne sentirete certo parlare presto.

Ancora, non si può dimenticare la Risolartista in veste di social media manager. Anche qui, a leggere tale espressione, sembra di avere a che fare con qualcosa di davvero molto serio. Si tratta della professione che (al momento attuale) tenta pittorescamente di fare, come “stage curricolare” espressamente richiesto dall’università. 

Senza troppo entrare nei dettagli, accontentatevi di quest’immagine della sua mattinata da social media manager

Intanto, è una mattinata di smart-working. O, di lavoro “domestico” come le piace definirlo. Curiosando in Via Cassano d’Adda dalle nove all’una (fa orario part-time), la vedreste in terrazza, immersa tra i suoi alberi di limoni, a scrivere e disegnare sul suo tavolino di legno. Non è poi tanto diverso dal suo essere Risolartista nel vero senso della parola…

Proprio così: fare la social media manager, per lei, è fare prima di tutto la Risolartista. Dunque, è un lavorare facendo ciò che più le piace e la rende felice. Come dicono coloro ne sanno, non c’è miglior lavoro del poter fare quello che è la propria passione… 

Finita questa panoramica di possibili mattine da artista, passiamo ai pomeriggi. 

Pomeriggi sempre a spasso, che siano in bici, o a fare una bella passeggiata per le vie cittadine. 

Molti di questi, poi, finiscono in qualche mercato contadino: i suoi posti di acquisti preferiti in assoluto!

Al venerdì, giusto per citarne uno, la vedete sempre gironzolare tra i banchetti del Mercato di Porta Romana, intenta a scegliere i colori più saporiti. 

Non mancano altri posticini curiosi, che vantano di avere la Risolartista come fedele cliente. Cosa vendono? Pane con lievito madre, mozzarelle di bufala, e prodotti biologici dal gusto variopinto quanto le loro confezioni…

Abbiamo cominciato con il risolatte, proseguito con la routine pittoresca quotidiana, ora è il momento di qualche dettaglio in più sul soggetto specifico. 

Che sia metà milanese e metà perugina, dovreste già saperlo bene; tuttavia, un po’ di ripasso non fa male. Soprattutto se si tratta di un elemento così importante: è da questo miscuglio di due indoli opposte che viene fuori tutta la sua creatività.

Occhi azzurri, capelli biondi con la frangetta più o meno dritta (se è storta date la colpa alla Mamma Monica parrucchiera…), e occhiali rossi tondi tondi. Immancabile è il suo profumo alla vaniglia, che solo un posto è in grado di produrre in modo soddisfacente. Si tratta di quella boccetta dorata, con le letterine, altrettanto dorate, che compongono il nome Mazzolari. Un negozio storico (e magico) della Milano di ieri, che continua a produrre fragranze anche nella Milano di oggi, ma con la qualità di ieri. Merito del signor Mazzolari, dunque, se ogni volta che la Risolartista entra in una stanza, i presenti dicono di sentire profumo di biscottini

Colore preferito? Giallo. Giallo pastello chiaro, giallo ocra, giallo limone… a seconda di come ispira la giornata.

Animale preferito? Il Bassotto Artemisio conosce la risposta… è solo una la razza canina che sa essere sufficientemente pittoresca per piacerle. Pittoresca nel suo fare i dispetti, curiosare ovunque ed essere sempre pronta a intrufolarsi in qualche avventura creativa. Pittoresca anche nella sua buffa lunghezza…

A proposito di lunghezza, questa presentazione è andata anche troppo per le lunghe! Concludiamo con il dire due parole sulla filosofia della Risolartista, e poi potrete continuare con cose ben più interessanti…

Ebbene, la Risolartista è alla ricerca costante di colori ed emozioni che valga la pena imprimere su una tela bianca, o scrivere su una pagina di quaderno. Da spirito sensibile ben più del normale, il suo scopo è quello di catturare le piccole ricchezze della vita quotidiana di tutti i giorni, che lei certo vede, ma gli altri non sempre. Una volta catturate, da brava artista, cerca di trasformarle in opere comprensibili anche alle altre persone, cosicché possano imparare anche loro a vedere e apprezzare quello che lei sola sa cogliere. Questi racconti, che nascono proprio dalla quotidianità di un’estate nella Nuova Milano, vorrebbero realizzare questo desiderio… 

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