Malvasia di Candia Aromatica

Il vino a parole

Delle ben 17 varietà presenti in Italia, la Malvasia di Candia Aromatica piacentina è senza dubbio la più “pittoresca” e particolare.

Intanto chiariamo il nome l’origine, risalendo all’Antica Grecia. Al Peloponneso, per la precisione.

In quelle terre mediterranee (Creta soprattutto), erano prodotti i cosiddetti Vini Cretici: erano in prevalenza bianchi, e sempre appassiti al sole. 

Nel Medioevo, la Repubblica di Venezia si fece grande importatrice di tali vini, che partivano dal porto di Manembasia, per poi giungere in Italia. È da lì che deriva “Malvasia”, quale storpiatura del nome in dialetto veneziano. “Candia”, invece, è sinonimo di “Creta”.

Quei dolcissimi nettari commerciati dalla Serenissima ebbero un enorme successo in tutta l’Europa di allora, tanto da catturare anche il palato di Leonardo Da Vinci

Pare, infatti, che nella vigna milanese (presso Porta Vercellina) che Ludovico il Moro gli aveva donato, coltivasse proprio Malvasia Aromatica. Si capisce come dovesse essere un’uva d’artista!

Il vino che ne deriva è un capolavoro di note dolci e molto fruttate, che cominciano con l’albicocca, per poi spostarsi su agrumi, pesche e frutti tropicali. Non manca un bouquet di fiori altrettanto zuccherini, e nemmeno un finale di miele

Il suo colore, più che “giallo paglierino”, dovrebbe essere definito “giallo nettarino”…

Abbinamenti

Salumi piacentini

Si adatta a tutti i salumi tipici del luogo: salame, coppa piacentina, prosciutto crudo e culatello.

Formaggi saporiti e stagionati

Tortelli e ravioli

Accompagnatelo alla pasta ripiena, e sarà un trionfo di aromi che si intrecciano l’un l’altro.

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