Farro Monococco, Dicocco e Spelta

Farro Monococco (Piccolo)

Triticum monococcum

Dovete sapere che non è il ben noto grano tenero a essere all’origine dell’agricoltura, bensì il farro. Per ripercorrere la sua storia, andiamo indietro di ben 12 000 anni, nel cuore pulsante della civiltà: la Mezzaluna Fertile. Si tratta di una terra, che, come ricorda il nome, è sempre stata nota per il suo clima favorevole alla coltivazione di svariate specie vegetali; primi tra tutti, i cereali. Per collocarla sulla carta geografica, cercate i fiumi Tigri ed Eufrate, nella zona del Medio Oriente: si trova proprio tra i due. È qui che comincia il lungo cammino che porterà, poi, al pane; è qui che i cereali vengono adddomesticati per la prima volta.

Il Farro Monoccocco compare sui campi, a seguito di una selezione fatta dai contadini di allora, a partire da una specie selvatica chiamata Triticum beoticum. Questa era particolarmente complicata da utilizzare, poiché i suoi semi maturavano in tempi diversi: gli antichi uomini, intelligenti, ebbero l’arguzia di scegliere e ripiantare solo quei semi che garantivano una crescita all’unisono delle spighe. Proprio come fosse un’orchestra!

Avendo scoperto che il cereale più antico è proprio il farro, non vi sarà difficile capire da dove derivi la nostra parola far(r)rina

Farro Dicocco (Medio)

Triticum dicoccum

Nello stesso periodo in cui il fratellino Monococco affolla il campo dell’uomo preistorico, compare anche quest’altro incrocio di chicchi, in una variante più produttiva e molto più abile nel far lievitare gli impasti. Sono tanti i vantaggi di questo nuovo Farro, da fargli varcare ben presto i confini della Mesopotamia. 

Nella Bibbia, il profeta Ezechiele, lo cita come ingrediente per impastare il pane in periodi di carestia:

Prendi del frumento, dell’orzo, delle fave, delle lenticchie, del miglio e del farro, metti queste cose in un recipiente, e fattene il tuo cibo, che mangerai durante il numero dei giorni in cui tu rimarrai disteso sul tuo fianco sinistro, cioè per 190 giorni. (Ezechiele 4,9)

Potete facilmente capire che il farro fosse ben noto al popolo ebraico del tempo. 

Ma non solo: anche i Romani non erano da meno. Nella loro cerimonia della “cumfarreatio” (si tratta dello sposalizio rituale dell’alta società), i due sposi si cibavano di una pagnotta fatta con questa farina.

Infine, citiamo gli Egizi, per i quali il farro dicocco era la varietà più coltivata e utilizzata in ogni preparazione che dovesse “lievitare”. Infatti, oltre a essere grandi consumatori di farro, le popolazioni delle piramidi amavano anche l’orzo; peccato che con questo il pane non venisse mai molto lievitato…! Se si voleva un prodotto fragrante, dunque, occorreva impastarlo con la farina di farro.

Farro Grande (Spelta)

Triticum spelta

Non c’è due senza tre: circa 9000 anni fa, dll’ennesimo incrocio tra il farro dicocco e un altra specie selvatico, nasce il farro spelta. La sua particolarità è di aver conservato tutto il patrimonio genetico dei due genitori, e di essere una varietà particolarmente adatta alla panificazione.

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