Semi di lino

C’è movimento nell’orto. Non sembra, ma qualcosa si sta risvegliando. Eppure, tutto tace… in superficie.

Occorre andare in profondità, oltre le apparenze di quelle zolle di terra bruna. Facendo attenzione, si noterà quel profumo di umidità di fine inverno, che il terreno, ancora dormiente, emana sempre più intenso. 

Aroma curioso, speciale, ricco di significato, quanto di impercettibile nutrimento. Pensare che, tra poco, tutta quella distesa bruna comincerà a dipingersi di germogli di natura. Zefiro tornerà a soffiare tiepido, riaccendendo la vita in ogni seme.

… già, i semi. Invisibili, eppure presenti. Nella loro latenza, racchiudono un futuro di foglie rigogliose, boccioli e frutti. Tanto piccoli, tanto potenti. È bene ricordarsene; soprattutto in momenti come questi, quando gli ultimi tratti di freddo inverno faticano a illuminarci la giornata.

Un artista che conosce il suo orto, però, sa dove andare a cercare qualche macchia di colore. Prima ancora che l’ultima neve si sciolga, c’è già qualcosa che spinge la terra, per poter spuntare allegro. Grumolo verde, rosso, violetto e giallino: un bouquet di petali dal gusto amarognolo, intenso quanto le tinte del fogliame. Dopo tutto, non si può pretendere la dolcezza zuccherina dei doni primaverili: arriveranno, ma non è ancora la stagione. Intanto, però, gli occhi si cibano di questi boccioli di colore. 

E non mancano i semi. Come potrebbero… è tempo di preparare il campo. Qualcuno cade accidentalmente nell’impasto. Sembra sia lino. Semi di lino. Un pugno, e anche più: innumerevoli macchioline scure, che si mescolano alla farina rustica e saporita. 

E così, come da quelle sementi si sforna ora una fragranza di pane, così si sforneranno piante giovani e forti in futuro. Occorre attendere, certo. Nel mentre, un ciuffo di cicoria rotola silenzioso giù dalla ciotola, andando a fare compagnia a una fetta di pane.

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