La Risolartista

Da una tela bianca di risolatte, a un’opera d’arte

Essenzialmente pittoresca.

Emma Sedini, nata nel capoluogo del risotto allo zafferano, e della schiscetta con la “e” aperta e strascinata, quando il calendario ha sostituito dopo un millennio la sua prima cifra. In breve: Milano, classe 2000. E con i dati essenziali ci siamo capiti. Un momento, manca l’ingrediente segreto di ogni sghiribizzo creativo: quella metà di sangue etrusco, dovuta alle origini perugine, che rimandano al dialetto del Lago Trasimeno.

Passiamo alle peculiarità di questa specie rara e curiosa. Animale mattutino, solitario, dall’aria squisitamente pittoresca. Ama i toni pastello, il gusto vintage e i dettagli naturali; si nutre quotidianamente di pane con lievito madre di segale, colori vari e Bocconi (con la maiuscola…) di economia. Tradotto in linguaggio più popolare, ha gusti raffinati in ambito di cereali, disegna quotidianamente ed è una studentessa di Management per i Beni Culturali (CLEACC) dell’Università Bocconi.

Nota sulla Segale: è la sua farina preferita, ed è anche il nome della sua Topolina compagna di shooting fotografici.

Tornando alla Risolartista, non manca l’interesse a infilare il naso in tomi dal profumo classico, che parlano Greco e Latino, quanto storie e pensieri del passato. I libri abbondano nella sua casetta, almeno quanto le farine e gli strumenti da disegno.

Gironzolando per ristoranti e negozi milanesi, poi, vi potreste ricovare tra le mani qualcuna delle sue creazioni pittoresche. Nel tempo libero, spesso le piace rendersi utile per valorizzare le piccole realtà di sapore locale. Menu, pubblicità, etichette e borse di tela. Questi sono solo alcune delle sue macchie di colore seminate qua e là per la quotidianità della città…

Un giorno si sveglia pittrice, quello dopo stilista, scrittrice o illustratrice. Colpa della vena etrusca, che la rende una personalità dalle mille sfaccettature. Multiforme… un po’ come il grande Ulisse. Inevitabilmente pittoresca.

Per quante sorprese ci si debba aspettare da lei, una certezza rimane: non c’è idea che non parta da una ciotola. Ciotola di porridge, di zuppa, ma, soprattutto… di risolatte.

Parlando di RISOLATTE:

Sempre le chiedono cosa c’entri con lei il risolatte. Sempre lei risponde…

Il risolatte è quella ciotola di colazione quotidiana che fa da fonte di ispirazione per ogni disegno o lavoro del giorno. Senza risolatte, non ci può essere Risolartista. C’è chi ha bisogno del caffellatte, e chi del risolatte: questione di gusti. E i gusti della Risolartista sono gusti pittoreschi.

Non si tratta che di una ciotola di ingredienti a dir poco essenziali. Riso, e latte. Latte, e riso. Entrambi bianchi come la tela di lino di un pittore, entrambi pronti ad accogliere pennellate di sapori e colori. Come un’artista dipinge la sua tela con tempere e acquerelli, così fa la Risolartista sul suo risolatte mattutino, con frutta, spezie e miele a volontà.

E così, fin dalle prime cucchiaiate di colori di quotidiani, le idee cominciano a fluire vorticose nella sua mente d’artista. Un nuovo giorno di creazioni è pronto per diventare concreto…