I Cenoni del Veronese

A sentire così, vi verrebbe da pensare (soprattutto in periodo natalizio) di essere stati invitati a un cenone di Capodanno. Invece, non dovete aspettarvi né lenticchie, né cotechino, ma dessert di mele cotogne, capolavori di zucchero e gelatina, pane e vino rosso a volontà. L’unica cosa che il 31 dicembre ha in comune con ilContinua a leggere “I Cenoni del Veronese”

Un invito nel salotto di Cristina Trivulzio di Belgojoso

Se vi capitasse di ricevere un invito ad unirvi a un salotto artistico o letterario nella dimora di Cristina Trivulzio di Belgiojoso, dovreste subito accettare. Fidatevi. È una donna che vale la pena conoscere… Non a caso, la nostra città di Milano, quest’anno, ha deciso di dedicare la prima statua femminile proprio a lei: allaContinua a leggere “Un invito nel salotto di Cristina Trivulzio di Belgojoso”

Un gioco di incastri e di illusioni

Se passaste per Via Torino, e non foste troppo carichi di pacchetti e pacchettini, vi consiglio di fermarvi proprio in cima, a due passi dal Duomo. Non per entrare in uno dei soliti negozi (di quelli ne trovate di meglio altrove…), ma per abbandonare il traffico cittadino, e immergervi nell’arte rinascimentale.  Cercate quella cancellata diContinua a leggere “Un gioco di incastri e di illusioni”

La realtà domestica e iperreale di Domenico Gnoli

Immaginatevi di suonare il campanello alla porta di una di quelle villette americane di qualche decennio fa. Anni ’60 o ’70, per intenderci.  Immaginatevi i passi della domestica che si avvicinano a ritmo regolare, finché non si arrestano improvvisi, sostituiti dallo scattare della serratura. Ecco: siete invitati ad entrare, e ad esplorare l’interno della casa.Continua a leggere “La realtà domestica e iperreale di Domenico Gnoli”

Gastronomia braidense: le quattro tele mangerecce di Vincenzo Campi

Se passaste tra le sale della Pinacoteca di Brera all’ora di pranzo, o poc’anzi la cena, potreste sentire un certo profumino invitante… Seguitelo, e vi troverete in quell’ampia area centrale, in cui sono esposte quattro tele dal contenuto “gourmet”, che ben giustificano quel suddetto odore di cibo.  Lo stomaco, forse, rimarrà un po’ deluso dalContinua a leggere “Gastronomia braidense: le quattro tele mangerecce di Vincenzo Campi”

Arcobaleni foppeschi: le Storie di San Pietro nella Cappella Portinari

Che sia primavera, autunno, o inverno, c’è un arcobaleno perpetuo che si nasconde nella cupola di una cappella milanese: la Cappella Portinari. Non solo, si tratta di un’arcobaleno dipinto non dalle goccioline d’acqua sospese nel cielo, bensì dalla mano di un pittore. Un pittore importante nel panorama della nostra città, malgrado non così tanto conosciuto.Continua a leggere “Arcobaleni foppeschi: le Storie di San Pietro nella Cappella Portinari”

Nel giardino dei salici, degli iris, della glicine e… delle ninfee

Dire “Monet” è quasi come dire “ninfee”: il collegamento giunge immediato. Eppure, “Monet” non significa solo questo. Pensare unicamente alle piante acquatiche del giardino di Giverny è ridurre il pittore ai suoi caratteri più noti e popolari. Tuttavia, apprezzare davvero un artista richiede conoscerlo più a fondo; richiede capire che cosa per lui fosse davveroContinua a leggere “Nel giardino dei salici, degli iris, della glicine e… delle ninfee”

“Et in Arcadia ego” … al Museo Diocesano

“Anche io fui in Arcadia”. Così scrivevano gli artisti appartenenti al movimento dell’Arcadia settecentesca. Così imprimevano queste parole di immortalità sulle tombe che rappresentavano nei loro dipinti, oppure tra le righe dei testi. Il significato dell’affermazione latina rimane ambiguo e misterioso. Lo si può interpretare come un ricordo di un momento di vita idilliaca, oppureContinua a leggere ““Et in Arcadia ego” … al Museo Diocesano”

Caldarroste nella “Chiesa più bella d’Italia”

Detta così, questa pittoresca associazione di castagna arrostite e luoghi sacri suona piuttosto strana. Per non dire assurda, o molto vicina ai dintorni del Paese delle Meraviglie… Eppure, in entrambe le parole un fondo di verità c’è. E c’è anche una certa connessione. Tutto comincia in Corso di Porta Ticinese: oggi popolare via del centroContinua a leggere “Caldarroste nella “Chiesa più bella d’Italia””

L’equilibrio distillato di Villa Falck – uno scorcio di vita borghese tra Classicismo e Novecento

C’era un tempo in cui Villa Falck era abitata. Abitata davvero. Oggi, se ci passate davanti, la vedrete chiusa, silenziosa. Se vi capitasse una di quelle rare occasioni in cui il misterioso proprietario attuale decide di aprirne la porta al pubblico, potreste ammirarne le architetture interne. Ma poco altro. Niente mobilio, né indizi che faccianoContinua a leggere “L’equilibrio distillato di Villa Falck – uno scorcio di vita borghese tra Classicismo e Novecento”