Signor consumatore, consumi non soltanto frutta e verdura di stagione

“Gentile consumatore, da Stato italiano quale sono, la invito a includere nella sua settimanale lista della spesa, anche qualche articolo che non possieda necessariamente l’accezione di “edibile”. Ci si spiega meglio: investa qualche spicciolo in vestiti nuovi, chincaglierie estive (c’è sempre quella che le manca…) e roba simile. Si ricordi che non solo la frutta è di stagione, e che l’economia del suo paese richiede anche il consumo di altro, se si vuole andare avanti.”

“Gentile Stato italiano, se lei mi invita a mettere mano al portafoglio per acquistare qualcosa che non sappia di ciliegia o di zucchina trombetta (da consumatore buongustaio, non saprei privarmene in estate…), a mia volta io la invito. La invito, però, a dare un’occhiata a ciò che c’è dentro il mio portafoglio. Non solo nel mio, quanto più in quello di molti miei concittadini, messi anche peggio di me. Se ci vuole vedere spendere in beni meno necessari, ci deve dare un’aiuto. Uno sconticino, un premio: una spinta, che permetta, così, a noi consumatori italiani, di dare quella spinta all’economia che lei tanto desidera.”

Osservando la situazione dalle due prospettive, entrambe sembrano ineccepibili. Servono consumi ritrovati per riavviare l’economia del paese, servono aiuti alle famiglie perché questi possano davvero concretizzarsi. Nell’arrovellarsi nella soluzione di un dilemma che ha il carattere “dell’uovo e della gallina”, tocca allo Stato fare il primo passo. Si spera, poi, che una risposta ci sia. Senza proposta di incentivo iniziale, però, si continuerà a portare a casa solo ciliegie e trombette. E, per chi non conosce le trombette, nella borsa ci saranno pomodori turgidi e fresche insalatine in fiore.

Parlando di dati, il 60% del Pil lo produciamo noi consumatori medi italiani: senza il nostro atto di acquisto, dalla crisi non ci si schioda. Se il settore alimentare potrebbe riuscire a chiudere il bilancio di fine anno in pareggio, la situazione non è rosea per altri comparti. Pensate a quanti vestiti nuovi in meno avete comperato, quante automobili che improvvisamente si sono rivelate non così desiderose di essere rottamate. Eppure, camicette, sandali e cappellini di paglia sono sempre stati di stagione in questo periodo, quanto le zucchine trombette…

Non resta che aspettare che il nostro Stato si decida: se il taglio dell’Iva è impraticabile, quella ventilata proposta di un 20% di detrazione fiscale sulle spese “non mangerecce” fino a dicembre sarebbe ora che divenisse realtà. In fondo, per noi consumatori, assumerebbe il carattere del periodo dei saldi: prezzi alla fine più bassi (anche se non di facciata), e per un periodo di tempo limitato. Se verrà attuata, e se avrà davvero il potere incantatore del primo giorno dei saldi, questo è tutto da vedere…

2 Comments Add yours

  1. Sergio ha detto:

    Letto e apprezzato.
    Complimenti

    1. La Risolartista ha detto:

      Grazie signor nonno!

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