Agosto al lavoro… in vacanza

Per la serie “ossimori economici” dell’era post lockdown, ecco un’altra prospettiva non così lontana dal diventare compagna dell’Afa d’agosto di questa estate. Se, da un lato, è necessario che le imprese rimangano operative anche durante il classico periodo di pausa, dall’altro, togliere ulteriori clienti al nostro settore turistico non sarebbe una mossa formidabile. L’unica soluzione, sembra il digerire anche questo ossimoro di portarsi la ventiquattrore anche sotto l’ombrellone.

Per capire come la proposta di tenere aperte le industrie anche nel mese vacanziero non sia senza senso, basta guardare ai dati. Istat ha registrato un calo annuo della produzione manifatturiera del 42,5%: quasi la metà di tutto il settore. Certo, automobile e moda sono stati i più colpiti, ma anche le nostre fedeli marche da supermercato, in fondo, non se la passano troppo bene. La riduzione della domanda si sente; si sente ovunque. Si sente in quelle collezioni primaverili rimaste invendute sui manichini, che mai vedranno qualcuno volenteroso di indossarle. Si sente nel settore automobilistico, oggetto di contrasti tra le spinte a sostenere l’acquisto di nuovi mezzi, e i freni dal mondo dell’ecologia. Mettere d’accordo tutti è impossibile, e, intanto, la produzione ne risente. Non si creda che, se non ci si occupa di vendere veicoli, vestiti o se non si gestiscono hotel turistici, si possa uscire illesi dalla situazione. Come ricorda la “Parabola delle Banane” citata da Keynes, se inizialmente i compratori si gongolano dell’aver risparmiato comperando tutte le banane a un prezzo più basso (poiché i produttori sono stati costretti a diminuirlo, per non avere rimanenze), a lungo andare si mangeranno le mani. L’economia gira, la ruota pure; i danni si ripercuotono nel tempo su tutta la catena.

Perciò, occorre sostenere le imprese. Di più, occorre che quelle che ne hanno necessità rimangano aperte anche ad agosto. Sarebbe assurdo non soddisfare le commesse già esistenti, in momenti in cui si spera quotidianamente che queste ultime bussino alla porta. È necessario recuperare i mesi di chiusura, rinunciando alla tintarella, per poter continuare a portare a casa la cena. Non è un anno come gli altri, ce ne siamo accorti; dunque, anche l’estate non potrà essere uguale alle solite.

Manifatture aperte e lavoratori impegnati anche nel periodo di vacanza, però, non sono esenti da conseguenze. Non solo per le rinunce al doveroso riposo e al classico tempo in famiglia, ma anche per un altro settore coinvolto. Il turismo. E non è un comparto da poco, che rimane in fondo alla lista. Si parla di una delle eccellenze del nostro Paese, nonché componente trainante della nostra economia. In un’estate in cui molte delle speranze di ristoratori e albergatori sono riposte proprio nella domanda interna, le prospettive di vedersi sottrarre anche questa non vanno giù. industrie operanti ad agosto, vuol dire lavoratori bloccati in città, senza la minima possibilità di poter usufruire dei servizi turistici. 

Una soluzione va trovata. Il dono dell’ubiquità è sempre stato un sogno irraggiungibile, ma oggi potrebbe quasi farsi realtà. Con bocconi amari da mandare giù per tutti, certo, così come con un rimboccarsi le maniche straordinario. Il paradosso di un agosto al lavoro, e allo stesso tempo in vacanza, sarebbe una risposta soddisfacente (almeno in parte) per un Pil che non può andare in ferie, e un turismo che reclama il suo mese di protagonismo. Non tutti gli impieghi si prestano per personificare l’ossimoro, ma, in questi tempi di smart-working, diversi sono i casi che ,si è scoperto, possono calzare a pennello. Occorre non avere troppe pretese: né di prezzi eccessivi da parte dell’offerta turistica, né di produttività ai massimi livelli per le imprese stesse. Ecco il nuovo tipo di lavoratore medio in vacanza: un tipo da spiaggia con la ventiquattrore sotto il braccio, che alla pausa caffè ha ormai sostituito la nuotata in mare.

2 Comments Add yours

  1. Sergio ha detto:

    Molto interessante da leggere e ……riflettere.

    1. La Risolartista ha detto:

      Grazie… meno male che tu sei in pensione ahahah e non hai questi problemi…

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