Pionieristica economia di scopo nell’hamburger di piselli gialli surgelato

I vegetariani saranno contenti, l’ambiente pure, e i consumatori medi carnivori, oltre ad avere un’alternativa di pranzo in più, potranno vedere un’ottimo esempio di impresa pionieristica in un nuovo mercato. Nuovo, per modo di dire, visto che i surgelati, in questi mesi, li abbiamo riscoperti un po’ tutti.

Se la Findus si è sempre resa nota per gli inimitabili “bastoncini”, protagonisti di affettuosi ricordi infantili di ogni consumatore medio (a casa, a scuola… ce li rifilavano ovunque, con la scusa del “venerdì si mangia pesce”), oggi ha deciso di dare una svolta all’offerta. Accanto ai suddetti bastoncini, e alla vasta gamma di altro pesce e verdure, decisamente meno impressi nella mente del consumatore medio, compare l’hamburger vegetale. Surgelato, indubbiamente. Base proteica di piselli gialli, ingredienti aggiuntivi vari (a voi il piacere di andare a cercare la lista…), ed ecco il perfetto sostituto della carne trita bovina, da inserire nel canonico panino con i semi di sesamo in superficie. Che sia un vero “perfetto sostituto”, in termini microeconomici, questo potrebbe valere per i vegetariani e per i “Green food addicted”; per i comuni consumatori medi, sta tutto al gusto individuale. Certo, mantengono l’accezione più generica di “sostituto”.

Volendo considerare il prodotto in sé, rispetto alla produzione dell’azienda, ecco un’interessante applicazione dell’economia di scopo, ossia dell’impiegare macchinari e impianti già esistenti e non appieno utilizzati, per realizzare un nuovo prodotto diretto a una domanda diversa. Questi hamburger, infatti, partendo da materie prime europee, vengono lavorati nella fabbrica di Valladolid, prima scarsamente sfruttata. Un prodotto in più, senza alcuna struttura aggiuntiva: intelligente riduzione dei costi, accompagnata da un procedimento che permette di risparmiare l’80% di acqua e ridurre a 1/7 le emissioni di CO2. Anche gli ambientalisti sono soddisfatti.

Passiamo al “brand positioning” del nostro hamburger di piselli gialli. La Findus, seguendo la strada già intrapresa da alcune marche americane, ha pensato bene di aprire questo nuovo mercato anche in Europa, cominciando da alcuni paesi, tra cui presto anche l’Italia. Certo, con i dovuti adeguamenti della produzione a una domanda decisamente diversa da quella statunitense. Primo: niente OGM (come invece è la soia utilizzata in America), e materie prime interamente coltivate in loco. Secondo: un prodotto facilmente accessibile dal consumatore medio, che lo può trovare al supermercato, con un prezzo contenuto. Ecco un’azienda pionieristica, la prima a proporre simili prodotti surgelati, in un mercato fino ad ora intoccato da queste offerte. Non si ha intenzione di provare a competere con i colossi degli USA, ma di rimanersene tranquilli al di qua dell’Oceano, sfruttando il vantaggio iniziale e l’assenza di competitors attuali. 

Ineccepibile modello da seguire, se ci si vuole lanciare in una nuova avventura di produzione. Guardare a chi è più grande, reinterpretare l’idea, adattandola alle esigenze del proprio mercato d’azione e sfruttando impianti esistenti. Il tutto senza avere nessun avversario con il fiato sul collo. Resta solo da capire se la domanda reagirà in modo positivo alla proposta. Certo, le speranze sono dalla parte dell’hamburger di piselli gialli, se si va a guardare lo scontrino del consumatore medio in tempo di quarantena. L’acquisto di surgelati, infatti, negli ultimi mesi è salito del 28%, segnando un rinnovato interesse per il reparto ghiacciato. Sarà in grado, questo nuovo esemplare vegetariano, di rimpiazzare il legame sentimentale del consumatore medio con i suoi bastoncini di pesce?

One Comment Add yours

  1. Sergio ha detto:

    Letto e apprezzato.
    Stai facendo….propaganda alla Findus?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *