Un’estate all’italiana

“Per quest’anno non cambiare

Stessa spiaggia, stesso mare

Torna ancora quest’estate

Torna ancora quest’estate insieme a me.”

Piero Focaccia si fa portavoce di tutto il settore turistico italiano, che invita, come non mai, i cittadini a fare ritorno, anche quest’anno, nelle solite località vacanziere del Bel Paese. E, per chi quest’abitudine sembrava averla persa negli ultimi anni, è il momento di farsi piacere il Mar Ligure, almeno quanto le acque caraibiche: un po’ di patriottismo, qui, se si vuole ripartire, ci vuole.

Guardando alla bilancia economica, quattro, dei nove punti complessivi di calo del Pil, sono legati proprio al turismo. Dunque, le prospettive di un’estate non troppo lontano da casa è il caso che si concretizzino al più presto. Già le mancate vacanze di Pasqua e i soliti ponticelli che ci piaceva tanto passare fuori città, si sono fatti sentire nel settore; aggiungiamoci il probabile (anzi, certo, ma siamo pur sempre ottimisti…) calo dei turisti stranieri nei prossimi mesi, e fate voi i conti del risultato. Tra le aree più colpite da questa pandemia, per un paese come il nostro, che ha sempre puntato sull’essere meta prediletta di vacanze e viaggi, spicca inevitabilmente il turismo. La perdita, se si volesse rendere concretamente l’idea, si aggira attorno ai 28 miliardi di euro, di cui 10 già svaniti con le uova di cioccolato, che tutti, ve lo ricorderete, avete scartato a casa. Ultimo dato del problema, e poi lo scenario sarà completo, sono quei 27 miliardi, che noi italiani, chi più chi meno, l’anno scorso abbiamo speso a prendere il sole all’estero. Pensare di vederli materializzarsi qui, in questi prossimi mesi ancora indefiniti, è un’utopia poco realizzabile. Tuttavia, spendendone almeno una parte, facendo i buoni vacanzieri italiani medi (stile anni ’60), possiamo sperare di contribuire a ridurre un po’ quella voragine di prodotto interno lordo.

Dunque, facciamo comparire nelle nostre menti il modello di vacanziere italiano medio. Il quale, sempre consumatore medio è, ma, questa volta, alle prese con la meta di vacanza (e non con la spesa al supermercato). Per chi ha la sua seconda casetta ubicata nelle vicinanze dell’acqua salata, ha già risolto il problema. Bagaglio leggero, automobile (magari nuova, sfruttando quei finalmente giunti incentivi…) e si parte con lo slogan “stessa spiaggia stesso mare” preso alla lettera. Come ogni anno, ma con qualche accorgimento in più, e qualche ora di sole in meno. Tali vacanzieri si rassegnino all’ “abbronzatura da mascherina”, e siano contenti di poterlo ancora vedere, il mare. Pensino di trovarsi nel pieno di uno di quei film retrò dei tempi d’oro del cinema italiano, e si sentiranno soddisfatti come non mai della loro estate. Se, poi, si ricordassero anche di andare al ristorante (o di farsi consegnare la cena a casa, tanto ormai il delivery funziona ovunque), faranno anche una buona azione nei confronti dell’economia locale.

Passiamo al vacanziere medio montanaro, che, quest’anno, forse rischierà un po’ meno di soffrire la solitudine. Forse. Nemmeno il virus, dopo tutto, sembra sia stato in grado di far andare giù le prospettive di lunghe camminate tra i monti, a caccia di funghi che non si fanno mai trovare. Qualche consumatore medio amante dei formaggi di malga in più ci sarà, ma non troppi… non c’è da preoccuparsi.

È giunto il momento di trattare il soggetto spinoso: il vacanziere da paesi tropicali, accanto al turista giramondo irriducibile. Qui, occorre un’ottima opera di convincimento da parte dell’offerta italiana, che susciti patriottismo, quanto capacità di trovare soddisfazione nei piaceri che la nostra penisola ha da offrire. I quali, messi giù bene, non sono secondi a nessuno. Ci impegnamo brevemente nell’intento…

Un’estate italiana è il piacere di perdere lo sguardo tra le vie dei piccoli borghi, marittimi, montani, o lacustri che siano, impegnando tranquillamente la mattina, finché arriva l’ora di pranzo. È il piacere di sedersi a tavola, e gustarsi lo spaghetto (il consumatore medio cerca sempre questo) non con il solito pomodoro, ma reinventato a seconda del luogo. Con formaggi grintosi sui monti, alle vongole e prezzemolo se si scende sulla costa. Dipinti del verde ligure del basilico genovese, punteggiati di ragù alla bolognese, o un semplice cacio e pepe accanto al Colosseo. Poi, ci sono le varianti di pesce, e qui, non si finirebbe più l’elenco, così come se si pensasse a tutte quelle verdure fresche, che crescono variopinte in questa stagione. Insomma, se non è l’albergo di lusso ad attirare il vacanziere medio, allo spaghetto, proprio non può resistere. L’indole di consumatore medio e, c’è da aggiungere, italiano, si distingue sempre per le cose più semplici.

One Comment Add yours

  1. Sergio ha detto:

    complimenti “ risolartista “!!!
    L’argomento trattato e’ interessante ed esposto bene

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *